Ormai
vi sarà chiaro: qui alla Bottega ci piacciono i Mosou. La recensione di oggi, di pari passo con la retrospettiva che
aspetta solo l’ultima parte sugli spin-off per concludersi, parlerà proprio uno dei più popolari, l’ultimo nato della serie Warriors Orochi, serie da sempre
conosciuta per essere una grande summa delle IP più famose della Koei. Il
Mosou definitivo o una semplice ammucchiata?
DISCLAIMER
In questo blog vengono espresse OPINIONI e preferenze, come tali PERSONALI e non necessariamente imparziali: e si è perfettamente liberi di farlo, essendo questo, nonostante il nome possa trarre in inganno, uno spazio personale, no profit, e gentilmente fornito da Blogger e Blogspot.
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venerdì 5 luglio 2013
sabato 25 maggio 2013
Retrospettiva DYNASTY WARRIORS - Parte 2
Bentornati
all’angolo retrospettive della Bottega! In questa seconda parte dedicata a Dynasty Warriors ci occuperemo del
periodo moderno del brand, caratterizzato da un ampliamento dei formati,
qualche passo falso ma anche da notevoli spinte di innovazione.
sabato 18 maggio 2013
Recensione - TOMB RAIDER (2013)
Da
qualche anno a questa parte il reboot è diventato più che una moda. Sembra
piuttosto un modo per cercare di rimettere a posto le cose in un tempo di
crisi. C’è passato Devil May Cry e adesso si tenta l’iconoclastia, rimettere le
mani su una delle IP più delicate quanto anziane della storia, ovvero Tomb Raider. La Square Enix ha affidato il compito alla Crystal Dynamics, i creatori della serie di Soul Reaver e Blood Omen.
Quello che ne è uscito è un reboot, diciamolo subito, difficilissimo ma tutt’altro
che fallito.
sabato 13 aprile 2013
Recensione - SAMURAI WARRIORS 2
Ci
sono generi che attecchiscono dove non ci si aspetta, vuoi per il pessimismo vuoi
per il fascino del “mondo lontano”. Uno di questi è proprio il Mosou, che in
quasi tre generazioni di console si è ritrovato a riscuotere più successo in
Europa che in America, tanto da spingere gli artefici all’esportazione
sistematica anche degli spin-off. Ecco quindi che nel 2006, puntuale, arriva
anche in questo continente Samurai
Warriors 2. A seguito del successo del primo capitolo, la Koei si adoperò
un’ultima volta per svilupparne un seguito che, sebbene sia arrivato su
Playstation 2 quasi fuori tempo massimo rispetto al ciclo vitale della console
stessa, non manca di mostrare i muscoli.
L’anno
è il 1570 e le isole del Giappone sono in subbuglio: da decenni l’Imperatore ha
perso ogni autorità e i feudatari si battono per ottenere il posto di Shogun,
il primo generale del Paese. Dopo trent’anni di lotte, la rosa degli aspiranti
dominatori assoluti si è ristretta da 300 a 25: è ora della resa dei conti.
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sabato 9 marzo 2013
Recensione Anime: SAMURAI 7
La proliferazione del genere
seinen ha radici decisamente molto recenti. A parte alcune mosche bianche
(DEATH NOTE e Black Lagoon), ben pochi esponenti di questo genere di
anime era riuscito ad arrivare in Occidente, complice anche l’errata nostrana
consuetudine di voler considerare l’animazione un mezzo espressivo da destinare
solo ed esclusivamente all’infanzia. Ora, grazie alla diffusione del
fansub prima e dei canali satellitari dopo, questo genere sta lentamente
uscendo dalla nicchia. Arrivato prima in DVD e poi in televisione grazie al recentemente scomparso Cooltoon di
Sky, Samurai 7 è un’anime che
nonostante le sue evidenti origini cinematografiche non manca talvolta di
impressionare piacevolmente.
giovedì 27 settembre 2012
Review - ICO
Sarebbe troppo facile ridurre il giocatore a se stesso, sarebbe fin troppo cattivo, nella mentalità contemporanea, lasciare che sia la mano che guida il pad ad arrangiarsi e a tentare di venire a capo, senza il minimo aiuto, di una intricata situazione virtuale. Sarebbe sadico non dargli neppure una trama, un motivo per cui si trova lì a rischiare la pelle (virtuale certo, ma pur sempre sua). Ma oggi ci si ostina a chiamarlo facile perché nessuno, ad eccezione di pochi, ha il coraggio di farlo e ancora di meno oggi ha la volontà di comprendere se è vero quanto risulta in apparenza, se davvero la trama non c’è, se è difficile da giocare, se è solo una reiterazione truccata di qualche vecchio gioco da sala mangiasoldi.
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