Da
qualche anno a questa parte il reboot è diventato più che una moda. Sembra
piuttosto un modo per cercare di rimettere a posto le cose in un tempo di
crisi. C’è passato Devil May Cry e adesso si tenta l’iconoclastia, rimettere le
mani su una delle IP più delicate quanto anziane della storia, ovvero Tomb Raider. La Square Enix ha affidato il compito alla Crystal Dynamics, i creatori della serie di Soul Reaver e Blood Omen.
Quello che ne è uscito è un reboot, diciamolo subito, difficilissimo ma tutt’altro
che fallito.
DISCLAIMER
In questo blog vengono espresse OPINIONI e preferenze, come tali PERSONALI e non necessariamente imparziali: e si è perfettamente liberi di farlo, essendo questo, nonostante il nome possa trarre in inganno, uno spazio personale, no profit, e gentilmente fornito da Blogger e Blogspot.
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sabato 18 maggio 2013
Recensione - TOMB RAIDER (2013)
sabato 22 settembre 2012
Review - DRAGONHEART
Nella Britannia altomedievale, per la precisione nell’anno 985, un cavaliere di nome Bowen sta addestrando Einon, il giovane figlio di uno dei tanti reucci. Nella sconsideratezza tipica della giovinezza, il giovane decide di assistere il padre a schiacciare una ribellione di contadini affamati, durante la quale rimane gravemente ferito al cuore. Disperati, la madre e il maestro decidono di chiedere aiuto al vecchio drago che riposa nella caverna limitrofa, il quale gli dona metà del suo cuore dopo aver fatto giurare ad Einon di rispettare e preservare l’Antico Codice cavalleresco ereditato da Re Artù, giuramento che viene quasi immediatamente disatteso. Bowen, convinto che la causa sia stata la malvagità intrinseca del drago, giura vendetta nei suoi confronti e diventando un ammazza draghi.
domenica 16 settembre 2012
Review - THE BRAVE-RIBELLE (film 2012)
Eppure a suo tempo Cars 2 qualche dubbio l’aveva sollevato. Tralasciando la solita paradossale abitudine di bocciare un film Pixar perché non innova ma ripropone una formula fondamentalmente vincente, non poteva essere che uno studio di animazione come quello della lampada da tavolo avesse puntato tutto su qualcosa di essenzialmente già detto e ribadito. Dovevano stare lavorando ad altro, gli sforzi creativi reali dovevano per forza stare da tutt’altra parte. Ovvero, su questo film.
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