Sarebbe troppo facile ridurre il giocatore a se stesso, sarebbe fin troppo cattivo, nella mentalità contemporanea, lasciare che sia la mano che guida il pad ad arrangiarsi e a tentare di venire a capo, senza il minimo aiuto, di una intricata situazione virtuale. Sarebbe sadico non dargli neppure una trama, un motivo per cui si trova lì a rischiare la pelle (virtuale certo, ma pur sempre sua). Ma oggi ci si ostina a chiamarlo facile perché nessuno, ad eccezione di pochi, ha il coraggio di farlo e ancora di meno oggi ha la volontà di comprendere se è vero quanto risulta in apparenza, se davvero la trama non c’è, se è difficile da giocare, se è solo una reiterazione truccata di qualche vecchio gioco da sala mangiasoldi.
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