Nel 1994 il Super Nintendo
stava per morire, ma non solo di vecchiaia. Uno spettro grigio stava
allegramente avvelenandogli il suo nucleo pulsante fatto di cartucce con quel
nuovo supporto chiamato Compact Disc. Eppure la vecchia console, figlia di
quell’altra che per prima aveva rivendicato il delicato tono argenteo dell’intrattenimento,
ebbe ancora i muscoli di ospitare l’ultimo atto di una casa di sviluppo che era
stata vitale nella sua vita. Ad un passo dalla pensione, Final Fantasy VI
arrivò, e i videogiochi non furono più gli stessi.
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In questo blog vengono espresse OPINIONI e preferenze, come tali PERSONALI e non necessariamente imparziali: e si è perfettamente liberi di farlo, essendo questo, nonostante il nome possa trarre in inganno, uno spazio personale, no profit, e gentilmente fornito da Blogger e Blogspot.
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venerdì 9 novembre 2012
Recensione - FINAL FANTASY VI
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sabato 13 ottobre 2012
Review - FINAL FANTASY IX
Sembrava fosse saltato un numero.
Nel 2000 la Squaresoft (oggi Square-Enix) per la prosecuzione della sua saga di punta, la serie di videogiochi di ruolo alla giapponese Final Fantasy, sembrava si fosse concentrata solamente sul grande progetto del decimo capitolo, considerando la PlayStation come ormai superata. Nulla denotava come proprio su quest’ultima, vecchia macchina da gioco stesse in realtà prendendo forma un ultima storia. Su di essa sarebbe nato, circa un anno dopo, Final Fantasy IX, che come di consueto stravolse nuovamente ambientazione, impostazione, tono e destinazione.
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mercoledì 26 settembre 2012
Review - MAXIMO VS ARMY OF ZIN
La Capcom non sarebbe quella che è ora senza i difficilissimi, medioevali videogiochi a gettoni dove si impersonava Arthur, il leggendario cavaliere che quando viene colpito rimane in boxer a pallini. Il primo Maximo, uscito nel 2002, rappresentava proprio questo: un degno tributo a ciò che aveva fatto sopravvivere questa casa di sviluppo per tutti gli anni Ottanta e Novanta. Il fatto che due anni dopo fosse prodotto un sequel delle avventure di questo nuovo cavaliere mutandato a cuoricini non era poi così strano.
sabato 22 settembre 2012
Review - DRAGONHEART
Nella Britannia altomedievale, per la precisione nell’anno 985, un cavaliere di nome Bowen sta addestrando Einon, il giovane figlio di uno dei tanti reucci. Nella sconsideratezza tipica della giovinezza, il giovane decide di assistere il padre a schiacciare una ribellione di contadini affamati, durante la quale rimane gravemente ferito al cuore. Disperati, la madre e il maestro decidono di chiedere aiuto al vecchio drago che riposa nella caverna limitrofa, il quale gli dona metà del suo cuore dopo aver fatto giurare ad Einon di rispettare e preservare l’Antico Codice cavalleresco ereditato da Re Artù, giuramento che viene quasi immediatamente disatteso. Bowen, convinto che la causa sia stata la malvagità intrinseca del drago, giura vendetta nei suoi confronti e diventando un ammazza draghi.
domenica 16 settembre 2012
Review - SPARTAN TOTAL WARRIOR
Rome: Total War non fu solo un grandissimo gioco. Fu anche il modo con cui la Creative Assembly riuscì ad uscire dalla nicchia degli strategici puristi ed approdare ad una fetta di utenza che, nonostante fosse ampia e smaliziata, aveva in sé la sincera voglia di imparare. Si democratizzò, quindi. La nuova forza derivata dalle vendite permise all’azienda di osare, convincendola anche a dare fiducia ad uno spin-off della loro serie più importante, Total War, esclusivamente dedicata al mercato delle console casalinghe. Spartan Total Warrior vede la luce nell’autunno 2005, prima sul GameCube e successivamente su PlayStation 2 e Xbox, e rappresenta il culmine di una sperimentazione durata anni e portata avanti parallelamente ai progetti per PC.
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