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martedì 18 dicembre 2012

Recensione - ULTIMATE GHOSTS 'N GOBLINS


“Un eroe impavido in cerca di avventura”…
Quante volte, quante milioni di produzioni scritte, filmate e videogiocate hanno usato questo espediente per invogliare a comprarle nella speranza di assistere (o anche fare, seppur virtualmente) qualcosa di grande? Quante volte si è voluto credere a questa rivendicazione che col senno di poi si finiva sempre col classificare come una cosa ai limiti della bugia pubblicitaria?
Con questa speranza nel cuore le monetine cadevano nei giganteschi cabinati con pulsanti e i joystick dal pomello rosso venivano mossi. E i giocatori di vecchia data si ricorderanno che ci si credeva nonostante tutto proprio perché ogni tanto succedeva che quella scintilla si avverasse, prima con i miracoli di “tre livelli con un gettone solo”, poi (quando i videogiochi cominciarono ad arrivare anche a casa) talvolta, o volendo anche soprattutto, con prodotti che non ci si sarebbe mai aspettati, presi per caso e per pochi soldi magari dopo il boccone amaro di un prodottone da sessanta euro (o centoventimila lire) rivelatosi alla fine poco più che una bolla di sapone con grafica fotorealistica.


venerdì 9 novembre 2012

Recensione - FINAL FANTASY VI


Nel 1994 il Super Nintendo stava per morire, ma non solo di vecchiaia. Uno spettro grigio stava allegramente avvelenandogli il suo nucleo pulsante fatto di cartucce con quel nuovo supporto chiamato Compact Disc. Eppure la vecchia console, figlia di quell’altra che per prima aveva rivendicato il delicato tono argenteo dell’intrattenimento, ebbe ancora i muscoli di ospitare l’ultimo atto di una casa di sviluppo che era stata vitale nella sua vita. Ad un passo dalla pensione, Final Fantasy VI arrivò, e i videogiochi non furono più gli stessi.