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sabato 13 ottobre 2012

Review - FINAL FANTASY IX


Sembrava fosse saltato un numero.
Nel 2000 la Squaresoft (oggi Square-Enix) per la prosecuzione della sua saga di punta, la serie di videogiochi di ruolo alla giapponese Final Fantasy, sembrava si fosse concentrata solamente sul grande progetto del decimo capitolo, considerando la PlayStation come ormai superata. Nulla denotava come proprio su quest’ultima, vecchia macchina da gioco stesse in realtà prendendo forma un ultima storia. Su di essa sarebbe nato, circa un anno dopo, Final Fantasy IX, che come di consueto stravolse nuovamente ambientazione, impostazione, tono e destinazione.

venerdì 12 ottobre 2012

Drawing - Holding an Angel


Cavalieri, castelli, dame, ultimamente sono questi i miei soggetti fissi. Finito appena dieci minuti fa, l'inchiostro è ancora caldo, una copiatura a mano libera. Slancio d'orgoglio di questo pezzo, è in grado di trasmettere un senso di inaspettata, pura bellezza. Mi ha dato un che di metafisico nel farlo.

Per vederlo cliccate su continua.

Review - MEDIEVIL (1998)


Nel 1998 la PlayStation compiva tre anni. Nonostante la sua giovane età, la piccola grigia Sony aveva sostanzialmente rivoluzionato il gaming introducendo un vincente elemento di accessibilità universale combinato con la possibilità di riproduzione musicale offerta dal suo supporto ai CD. Passato un anno da Final Fantasy VII, ciò che si sentiva era però la mancanza di un personaggio e di una storia che potesse travalicare la barriera della preadolescenza per approdare fino ai giovani adulti. Fu la Sony stessa a rispondere a questa domanda tramite il suo studio di Cambridge: nacque così MediEvil.

Drawing - Respect to Ethereal Apparition


Mi è concesso per l'ennesima volta di manipolare l'immaginario di cavalieri, castelli e dame. Questa volta tocca alla sola matita 2B reggere il peso di cotanta responsabilità, del fare linee dritte, affusolate, eleganti, morbide, rispettose. E la mia vi riesce ricordandosi del primo canto del De Rerum Natura di Tito Lucrezio Caro, con il Marte tutto armato che si inginocchia di miracolata meraviglia di fronte alla femminilità di Venere. Basta.

Per vedere il risultato cliccate su "continua".

 

martedì 9 ottobre 2012

Review - WARHAMMER 40K SPACE MARINE


Gli scambi di idee e concetti tra settori di intrattenimento non sono mai stati una novità, in quanto questo procedimento permette ad entrambe le categorie di migliorarsi reciprocamente. Con l’avvento dei videogiochi tale contaminazione, pur rimanendo economicamente rischiosa, ha il vantaggio amplificato di poter rendere appetibile ad un pubblico decisamente più ampio generi brutalmente di nicchia come i dispendiosi wargames con miniature. Dopo aver tentato la via più ovvia come poteva essere quella dello strategico, la Relic Entertainment si rimette di nuovo in discussione nello stesso contesto puntando al genere action-third person shooter.

venerdì 5 ottobre 2012

Review - MORTAL KOMBAT IX


Mortal Kombat è stato probabilmente il primo gioco di combattimento ad incontri in grado di rivaleggiare apertamente con Street Fighter e allo stesso tempo di cercare di rivolgersi ad un pubblico decisamente più adulto e capace. Le sue prime iterazioni comportavano infatti sia una forte pianificazione nell’uso del sistema di combattimento sia una concezione della lotta come qualcosa di non scenografico e “sportivo” ma immediato, cattivo e carnale. Dopo un’era PlayStation 2 butterata da spin-off incoerenti ed episodi in 3D di qualità sempre più infima, il cui fondo si è avuto proprio con il precedente Mortal Kombat Armageddon, le speranze e le intenzioni erano quelle di risollevare dopo un decennio di buio una serie indelebile e influente. Questa motivazione ha generato un titolo fedele a se stesso, rimodernato e, è bene dirlo subito, caratterizzato da un livello di violenza altissimo e quindi assolutamente da sconsigliare al pubblico minorenne, nonostante l’impostazione fumettosa e inverosimile.

martedì 2 ottobre 2012

Review - DRAGON QUEST L'ODISSEA DEL RE MALEDETTO



Contrariamente a quanto pensano in molti, il gioco di ruolo giapponese (JRPG) non è nato da Hironobu Sakaguchi e dalla sua creatura Final Fantasy. Il vero artefice della nascita di tale genere è bensì Yuji Horii, il padre della serie di Dragon Quest. Iniziata sul NES e chiamata inizialmente Dragon Warrior, essa proponeva un tipo di gioco che fin dalle primissime istanze si confermava come qualcosa di diverso, di seminale. Totalmente senza vincoli al di fuori del salvataggio, ma per questo ostile e inappellabile nei confronti dell’utente, obbligava l’utente alla sublimazione assoluta nel percorso di crescita e autoperfezionamento fisico e spirituale per fargli sconfiggere il potente e malvagio DragonLord. Ci sarebbero voluti diciassette anni e quattro generazioni videoludiche prima che un capitolo della saga (l’ottavo) venisse pubblicato in Europa. Dragon Quest VIII: Journey of the Cursed King, questo il nome del prescelto, vide la luce nel 2006 su una PlayStation 2 a un passo dalla pensione, spogliato per ovvi motivi del numero sulla copertina.