L’ultima
frase di Alex Mercer nel primo Prototype
era “Cosa sono diventato? Qualcosa di
meno di un essere umano… Ma anche qualcosa di più”.
Queste
erano le giuste premesse per un seguito. Ma gli ormai sciolti Radical
Entertainment non si lasciarono abbindolare, e per Prototype 2 si impegnarono per uno sconvolgente capovolgimento di
fronte. L’ambientazione rimase la stessa, ma cambiarono protagonista: questa
volta impersoniamo non un virus senziente che non sa di esserlo, bensì un
essere umano perfettamente consapevole. La maturità del brand si manifesta
dallo stesso prologo, ora non più una distruzione insensata di 10 minuti ma una
storia ben precisa di ben 40, che mostra il background di Heller e le sue
ragioni per andare a caccia di Mercer, qui divenuto villain.DISCLAIMER
In questo blog vengono espresse OPINIONI e preferenze, come tali PERSONALI e non necessariamente imparziali: e si è perfettamente liberi di farlo, essendo questo, nonostante il nome possa trarre in inganno, uno spazio personale, no profit, e gentilmente fornito da Blogger e Blogspot.
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mercoledì 10 luglio 2013
Riflessione - JAMES HELLER
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domenica 16 settembre 2012
Review - [PROTOTYPE 2]
Nel genere dei videogiochi sandbox il sotto genere supereroistico è, con tutta probabilità, il più difficile da realizzare. Mettere infatti il giocatore nei panni di un essere di capacità sovraumane è molto difficile, visto che il rischio che quelle stesse capacità azzerino livello di sfida e coinvolgimento è sempre dietro l’angolo. Il primo Prototype, pur nella sua rozzezza, rappresentava una piacevole eccezione a questa regola: era riuscito a conseguire un equilibrio sorprendentemente ben riuscito tra la mostruosa potenza del personaggio e livello di sfida. Dopo tre anni arriva quindi il suo seguito, sviluppato sempre da Radical Entertainment, per tutte le console in alta definizione e PC.
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