In
un settore in continuo rinnovamento sono poche le serie che possono permettersi
di continuare per oltre una generazione. Specialmente ai nostri giorni, sono
divenute una tale rarità che quelle poche che vi riescono entrano praticamente de facto nella storia dei videogiochi.
La serie di Prince of Persia, oltre
ad appartenere a tale categoria, è parte di una ancora più ristretta: le
riesumate, ovvero proprietà intellettuali presenti agli albori del media
videoludico lasciate per anni nell’angolo e successivamente riscoperte e
nuovamente sviluppate, arrivando anche a tagliare il traguardo del superamento
di un solo media. Per la serie di cui stiamo parlando, l’anno di tale
“resurrezione” è da fissare al 2003, al rilascio di questo Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo (titolo originale “Prince of Persia: The Sands of Time”) su
tutte le piattaforme esistenti sul mercato casalingo.
DISCLAIMER
In questo blog vengono espresse OPINIONI e preferenze, come tali PERSONALI e non necessariamente imparziali: e si è perfettamente liberi di farlo, essendo questo, nonostante il nome possa trarre in inganno, uno spazio personale, no profit, e gentilmente fornito da Blogger e Blogspot.
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domenica 10 febbraio 2013
martedì 18 settembre 2012
Review - ASSASSIN'S CREED II
Per ottenere qualcosa, bisogna dare qualcosa di equivalente in cambio. Tale legge pragmatica aveva incontrato in Assassin’s Creed una realizzazione videoludica: a fronte di una delle trame fanta-storiche migliori di sempre, il gioco Ubisoft presentava una realizzazione a dir poco primitiva dal punto di vista del gameplay, risultando sì funzionante ma per nulla stimolante né vario, cosa a cui contribuiva una difficoltà volutamente blanda per evitare che sopraggiungesse il colpo mortale della frustrazione. Due anni dopo questo primo oltremodo controverso esperimento, viene rilasciato nel 2009 il seguito, intitolato semplicemente Assassin’s Creed II.
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