Oggi
quando si pensa agli strategici in tempo reale ambientati nel mondo antico la
mente finisce, e non a torto, inevitabilmente al celeberrimo, miliare Rome: Total War. Ciò che sfugge alla
maggioranza è però la presenza, negli anni immediatamente precedenti al
capolavoro Creative Assembly, di tutta un’altra serie di strategici aventi lo
stesso tema e privilegiati di cura e attenzione al dettaglio sia videoludico
sia più propriamente storico. Dopo averci riportato alle lande urbane
martoriate dalla guerra moderna nella serie Commandos,
gli spagnoli di Pyro Studios tentano nel 2003 un nuovo approccio al videogioco
strategico attraverso questo Praetorians.
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venerdì 26 ottobre 2012
martedì 16 ottobre 2012
Review - ROME: TOTAL WAR
Il generale, dall’alto della propria cavalcatura, osserva l’orizzonte appena velato di nebbia. Davanti a lui si staglia una natura intonsa, dall’aspetto immutabile, fatta di grandi distese di erba dai colori più o meno spenti a seconda della luce e di grandi, spessi alberi conici. Sembra tutto tranquillo, eppure il condottiero sa che in tutta quella tranquillità si nascondono forze ben più annose delle condizioni atmosferiche, delle belve feroci. Si nascondono altri uomini come lui, addestrati e con i suoi stessi obiettivi. La scacchiera è pronta, le pedine si muovono.
Questa è l’essenza di Rome: Total War. Uscito come culmine di un periodo particolarmente ispirato per la Creative Assembly che, dopo aver ottenuto grandi successi con i due predecessori ambientati nel Giappone feudale e nell’Europa medievale, affina e migliora ancora di più la formula della sua personalissima visione degli RTS; elevandola qui a vero punto di non ritorno del genere.
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