Strano esemplare, questo Maximo. Approfitta nel 2002 dei clichè più utilizzati per costruire un’avventura che si crogiola nella propria stessa banalità, nella propria rigidezza tirata a lucido del cavaliere che resta in boxer quando perde l’armatura. Va avanti fine a se stesso e al proprio nonno a gettoni Ghosts ‘N Goblins, lasciando bellamente basiti quelli che non hanno conosciuto da dove proviene questo suo modo di fare strafottente, che non scende a qualsivoglia compromesso. Ma sorprendentemente funziona.
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