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domenica 23 settembre 2012

Review - KNIGHTS OF THE ROUND


Esisteva, venti anni fa, un genere chiamato picchiaduro a scorrimento. Nato nell’era protozoica dei videogiochi a gettoni, i cosiddetti coin-op, si distingueva dalla massa per la sua impostazione brutalmente orientata all’azione, fatta di scontri di uno o più giocatori che collaboravano contro una marea apparentemente infinita di avversari che cercavano di sopraffarli con il numero o la potenza fisica, spesso riuscendoci. Era un genere totalmente fine a se stesso, dove la soddisfazione che donava era l’orgogliosa amarezza di essere sopravvissuti ad esseri virtuali mille volte più grandi e forti, dopo mesi di calli sui pollici e abrasioni tra le dita della mano sinistra, dopo essersi imparati a memoria tutti i segreti tramite un eccidio di monetine. Genere praticamente morto per selezione naturale con l’avvento delle console casalinghe, nel breve periodo in cui è stato presente nel mondo ha però permesso ad alcune, privilegiate case di sviluppo di sfornare alcuni prodotti che ancora oggi sono considerabili come dei veri e propri capolavori.